Equazioni, disequazioni e sistemi

Matematica · Algebra · Biennio

Un percorso interattivo sull’algebra di primo e secondo grado

Quattro sezioni, ciascuna organizzata in tre momenti: la teoria essenziale (in schede richiudibili), una o più simulazioni da esplorare cambiando i parametri, e la palestra «Prova tu» con 10 domande di teoria e 10 esercizi di calcolo a risposta chiusa, con correzione e spiegazione immediate.

TeoriaSimulazioni interattive120 domande con feedbackFunziona anche da mobile

Come usare l’app

  1. Leggi la teoria. Apri le schede una alla volta: ogni scheda contiene definizioni, formule e un esempio svolto.
  2. Esplora la simulazione. Muovi i cursori e cambia i coefficienti: il grafico, i passaggi e i risultati si aggiornano in tempo reale.
  3. Mettiti alla prova. Rispondi prima al quiz di teoria, poi a quello di calcolo: ogni risposta riceve subito correzione e spiegazione.

Suggerimento: tieni carta e penna accanto per i quiz di calcolo, e usa la simulazione per controllare i tuoi risultati.

Equazioni di primo grado

Equazioni intere a coefficienti numerici: principi di equivalenza, metodo della bilancia, procedura risolutiva e verifica della soluzione.

Teoria

Che cos’è un’equazione

Un’equazione è un’uguaglianza tra due espressioni contenenti un’incognita (di solito indicata con x), vera solo per particolari valori attribuiti all’incognita. L’espressione a sinistra dell’uguale si chiama primo membro, quella a destra secondo membro.

3x + 2 = x + 8

I valori che rendono vera l’uguaglianza si chiamano soluzioni (o radici). Risolvere un’equazione significa determinare l’insieme S di tutte le sue soluzioni. Un’equazione può essere:

  • determinata: ha un numero finito di soluzioni (per il primo grado: una sola);
  • impossibile: nessun valore la verifica, S = ∅ (es. x = x + 1);
  • indeterminata (identità): è vera per qualsiasi valore (es. 2(x + 1) = 2x + 2).
Un’equazione intera di primo grado (lineare) si può sempre ridurre alla forma normale ax + b = 0: l’incognita compare solo con esponente 1 e non sta al denominatore.
I principi di equivalenza: la bilancia

Due equazioni si dicono equivalenti se hanno le stesse soluzioni. I principi di equivalenza permettono di trasformare un’equazione in un’altra equivalente ma più semplice. L’immagine guida è la bilancia a due piatti in equilibrio: i due membri «pesano» uguale, e l’equilibrio si conserva solo se ogni operazione viene fatta su entrambi i piatti.

Primo principio (addizione e sottrazione)

A = B  ⇔  A + C = B + C

Aggiungendo o sottraendo ai due membri uno stesso numero (o una stessa espressione) si ottiene un’equazione equivalente. Conseguenze pratiche:

  • regola del trasporto: un termine può passare da un membro all’altro cambiando di segno;
  • termini uguali presenti in entrambi i membri si possono cancellare.

Secondo principio (moltiplicazione e divisione)

A = B  ⇔  A · C = B · C   (C ≠ 0)

Moltiplicando o dividendo entrambi i membri per uno stesso numero diverso da zero si ottiene un’equazione equivalente. Conseguenze pratiche:

  • si possono cambiare i segni di tutti i termini (equivale a moltiplicare per −1);
  • si possono eliminare i denominatori numerici moltiplicando per il loro minimo comune multiplo.
Attenzione: non si può mai moltiplicare o dividere per zero, né per un’espressione che potrebbe annullarsi: con C = 0 entrambi i membri diventerebbero 0 e ogni informazione sull’incognita andrebbe perduta.
Procedura risolutiva e casi possibili
  1. Svolgi i calcoli ed elimina le parentesi.
  2. Con il 1° principio porta i termini con l’incognita nel primo membro e i termini noti nel secondo (cambiando segno a chi «trasloca»).
  3. Riduci i termini simili: ottieni la forma ax = b.
  4. Con il 2° principio dividi entrambi i membri per a (se a ≠ 0).
5x + 3 = 2x + 12  →  5x − 2x = 12 − 3  →  3x = 9  →  x = 3
Forma finale ax = bTipo di equazioneInsieme soluzione
a ≠ 0determinataS = { b / a }
a = 0, b = 0  (0x = 0)indeterminata (identità)S = ℝ
a = 0, b ≠ 0  (0x = b)impossibileS = ∅
La verifica della soluzione

Verificare una soluzione significa sostituirla al posto dell’incognita nell’equazione iniziale (non in quelle intermedie) e controllare che i due membri assumano lo stesso valore.

x = 3 in 5x + 3 = 2x + 12:
primo membro: 5 · 3 + 3 = 18
secondo membro: 2 · 3 + 12 = 18
18 = 18: l’uguaglianza è vera, quindi x = 3 è davvero la soluzione.

La verifica protegge dagli errori di calcolo e di trascrizione: se i due valori non coincidono, qualche passaggio va rivisto.

Simulazione · Bilancia animata

Risolvi con la bilancia

Ogni piatto rappresenta un membro dell’equazione: i blocchi blu valgono x, i gettoni arancioni valgono 1. Applica le operazioni a entrambi i piatti: la bilancia resta in equilibrio (1° e 2° principio) finché non isoli la x.

blocco x (incognita) gettone unitario (vale 1)

Togli le x finché restano su un solo piatto, poi le unità in eccesso; infine dividi.

    Risolutore passo passo

    Scrivi una qualsiasi equazione intera di primo grado: l’app mostra i passaggi, indica il principio di equivalenza usato a ogni passo e verifica la soluzione.

    Prova tu

    Palestra di autovalutazione

    Equazioni letterali di 1° grado

    Coefficienti con un parametro: la discussione sistematica rivela quando l'equazione è determinata, indeterminata o impossibile.

    Teoria

    Che cos'è un'equazione letterale

    Un'equazione letterale è un'equazione di primo grado in x i cui coefficienti dipendono da un parametro (di solito indicato con k, a o m). A seconda del valore del parametro, la stessa equazione può comportarsi in modo radicalmente diverso.

    (k − 2)x = k + 1 equazione in x con parametro k: per ogni valore di k si ottiene un'equazione numerica

    L'obiettivo della discussione è classificare l'equazione per ogni possibile valore del parametro, distinguendo sempre tre casi fondamentali.

    Forma generale e procedura

    Dopo aver raccolto tutti i termini contenenti x a sinistra e i termini noti (in k) a destra, si arriva alla forma ridotta:

    A(k) · x = B(k) A(k) = coefficiente di x (dipende dal parametro); B(k) = termine noto (dipende dal parametro)

    Il passo critico è la divisione per A(k): è lecita solo se A(k) ≠ 0. La discussione consiste nel risolvere separatamente:

    1. A(k) ≠ 0: si divide e si ottiene l'unica soluzione x = B(k) / A(k).
    2. A(k) = 0 e B(k) = 0: l'equazione diventa 0 · x = 0, identità vera per ogni x → equazione indeterminata (S = ℝ).
    3. A(k) = 0 e B(k) ≠ 0: l'equazione diventa 0 · x = B(k) ≠ 0, mai verificata → equazione impossibile (S = ∅).
    Il coefficiente A(k) va sempre verificato prima di dividere. Dividere per un'espressione che potrebbe essere zero è un errore concettuale grave.
    Tavola dei casi
    Condizione sul parametroA(k)B(k)TipoSoluzione
    k ≠ valore critico≠ 0qualsiasiDeterminatax = B(k)/A(k)
    k = valore critico= 0= 0IndeterminataS = ℝ
    k = valore critico= 0≠ 0ImpossibileS = ∅

    Se A(k) = 0 ha più soluzioni (es. A(k) = k² − 1 si annulla per k = ±1), ogni valore critico va analizzato separatamente.

    Esempio guidato 1 — caso indeterminato

    Risolvi al variare di k l'equazione: kx + 6 = 3x + 2k

    Passo 1. Porta i termini con la x al primo membro e i termini noti al secondo, poi raccogli la x (forma A(k)·x = B(k)):

    kx − 3x = 2k − 6   ⟹   (k − 3)x = 2(k − 3) a destra 2k − 6 = 2(k − 3): stesso fattore del coefficiente

    Passo 2. Cerca il valore di k che annulla il coefficiente A(k) = k − 3 (è il valore critico da discutere a parte):

    A(k) = 0 ⟺ k = 3.

    Passo 3a. Se k ≠ 3: divido per (k − 3):

    x = 2(k − 3)/(k − 3) = 2     ⟹    S = {2}

    Passo 3b. Se k = 3: A(3) = 0 e B(3) = 0 → 0·x = 0

    Equazione indeterminata: S = ℝ (ogni reale è soluzione).
    Esempio guidato 2 — caso impossibile

    Risolvi al variare di k l'equazione: kx − k = 5 − 2x

    Passo 1. Porta i termini con la x al primo membro e i termini noti al secondo, poi raccogli la x (forma A(k)·x = B(k)):

    kx + 2x = k + 5   ⟹   (k + 2)x = k + 5 A(k) = k + 2,   B(k) = k + 5

    Passo 2. Cerca il valore di k che annulla il coefficiente A(k) = k + 2:  A(k) = 0 ⟺ k = −2.

    Passo 3a. Se k ≠ −2:

    x = (k + 5)/(k + 2)     ⟹    S = {(k+5)/(k+2)}

    Passo 3b. Se k = −2: A(−2) = 0 e B(−2) = −2 + 5 = 3 ≠ 0 → 0·x = 3

    Equazione impossibile: S = ∅ (nessun valore di x soddisfa 0 = 3).
    Due valori critici: tutti e tre i casi in una sola equazione

    Risolvi al variare di k: k²x − k = x − 1

    Passo 1. Porta i termini con la x al primo membro e i numeri (in k) al secondo, poi raccogli la x:

    k²x − x = k − 1   ⟹   (k² − 1)x = k − 1

    Passo 2. A(k) = k² − 1 = (k − 1)(k + 1) si annulla per k = 1 e k = −1: due valori critici da discutere separatamente.

    kA(k)B(k) = k − 1TipoSoluzione
    k = 100IndeterminataS = ℝ
    k = −10−2ImpossibileS = ∅
    k ≠ ±1≠ 0k − 1Determinatax = (k−1)/((k−1)(k+1)) = 1/(k+1)
    Nota: per k ≠ ±1 si può semplificare il fattore (k − 1) perché in quel caso k − 1 ≠ 0.

    Simulazione · Discussione del parametro

    Effetto di k sul coefficiente di x

    Scegli un'equazione e inserisci il valore di k: il coefficiente di x lampeggia finché k non lo annulla, mostrando quale caso si presenta.

    Scegli l'equazione da analizzare:

    Inserisci il valore del parametro k:

    Prova k = 3 per la prima equazione, k = −2 per la seconda, k = 1 o k = −1 per la terza.

    Prova tu

    Palestra di autovalutazione

    Equazioni di secondo grado

    Dalla forma normale alla formula risolutiva con il completamento del quadrato; il ruolo del discriminante e l’interpretazione grafica con la parabola.

    Teoria

    Forma normale e classificazione

    Un’equazione di secondo grado in una incognita si può sempre ridurre alla forma normale:

    ax² + bx + c = 0   con a ≠ 0

    a è il coefficiente del termine quadratico, b quello del termine lineare, c è il termine noto. Se fosse a = 0 l’equazione degraderebbe al primo grado.

    TipoFormaCome si risolve
    completaax² + bx + c = 0 formula risolutiva
    spuria (c = 0)ax² + bx = 0 raccolgo x:  x(ax + b) = 0 → x = 0, x = −b/a
    pura (b = 0)ax² + c = 0 x² = −c/a: se −c/a ≥ 0, x = ±√(−c/a); altrimenti impossibile in ℝ
    monomia (b = c = 0)ax² = 0 x = 0 (soluzione doppia)
    La spuria ha sempre x = 0 tra le soluzioni: si risolve con il raccoglimento e la legge di annullamento del prodotto (un prodotto è zero se e solo se almeno un fattore è zero).
    Come si arriva alla formula risolutiva

    La formula non va imparata come una magia: si costruisce con i principi di equivalenza, trasformando il primo membro in un quadrato perfetto (completamento del quadrato).

    1.  ax² + bx + c = 0 forma normale, con a ≠ 0
    2.  4a²x² + 4abx + 4ac = 0 moltiplico entrambi i membri per 4a (2° principio)
    3.  4a²x² + 4abx = −4ac porto 4ac al secondo membro (1° principio)
    4.  4a²x² + 4abx + b² = b² − 4ac aggiungo b² a entrambi i membri (1° principio): ora a sinistra c’è un quadrato perfetto
    5.  (2ax + b)² = b² − 4ac infatti (2ax + b)² = 4a²x² + 4abx + b²; la quantità a destra si chiama discriminante Δ
    6.  2ax + b = ±b² − 4ac se Δ ≥ 0 estraggo la radice quadrata: due possibilità, una per segno
    x1,2 = −b ± b² − 4ac2a porto b a destra e divido per 2a (1° e 2° principio): è la formula risolutiva
    Se Δ < 0 il passaggio 6 è impossibile: nessun numero reale elevato al quadrato dà un risultato negativo, quindi l’equazione non ha soluzioni reali.
    Il discriminante Δ

    La quantità sotto radice si chiama discriminante:

    Δ = b² − 4ac

    Si chiama così perché discrimina (distingue) i tre casi possibili:

    DiscriminanteSoluzioni realiFormula
    Δ > 0due soluzioni reali distinte x₁ = (−b − √Δ)/2a,  x₂ = (−b + √Δ)/2a
    Δ = 0due soluzioni reali coincidenti (doppia) x₁ = x₂ = −b/2a
    Δ < 0nessuna soluzione reale

    Conviene calcolare sempre Δ per primo: dice subito quante soluzioni aspettarsi, prima ancora di trovarle.

    Interpretazione grafica: la parabola

    Al trinomio è associata la funzione y = ax² + bx + c, il cui grafico è una parabola con asse verticale:

    • se a > 0 la concavità è rivolta verso l’alto, se a < 0 verso il basso;
    • il vertice ha coordinate V(−b/2a; −Δ/4a);
    • le soluzioni di ax² + bx + c = 0 sono le ascisse dei punti in cui la parabola interseca l’asse x.
    DiscriminantePosizione rispetto all’asse xIntersezioni
    Δ > 0la parabola attraversa l’asse (secante)2 punti: x₁ e x₂
    Δ = 0la parabola tocca l’asse nel vertice (tangente)1 punto: x₁ = x₂
    Δ < 0la parabola non tocca l’assenessuno

    Prova nella simulazione: muovi a, b, c e osserva come Δ e le intersezioni cambiano insieme.

    Somma e prodotto delle radici

    Quando le soluzioni esistono, valgono le relazioni:

    x₁ + x₂ = −ba      x₁ · x₂ = ca

    Da qui la scomposizione del trinomio: ax² + bx + c = a(x − x₁)(x − x₂). Per i trinomi con a = 1 si cercano due numeri che abbiano somma −b… anzi: somma uguale a −b/a e prodotto uguale a c/a.

    Uso pratico: per verificare le soluzioni trovate. In x² − 5x + 6 = 0 le radici 2 e 3 vanno bene perché 2 + 3 = 5 = −(−5)/1 e 2 · 3 = 6 = c/a.

    Simulazione · Parabola interattiva

    Discriminante e intersezioni con l’asse x

    Muovi i coefficienti di y = ax² + bx + c. I punti arancioni sull’asse x sono le soluzioni di ax² + bx + c = 0; il punto verde è il vertice.

    parabola soluzioni (intersezioni con l’asse x) vertice
    Δ = b² − 4ac
    Concavità
    Vertice

    Formula risolutiva applicata

    Prova tu

    Palestra di autovalutazione

    Equazioni letterali di 2° grado

    La discussione di un'equazione parametrica di secondo grado: controllo del grado, positività del discriminante, intervallo di accettabilità e ordine delle soluzioni.

    Teoria

    Che cos'è e come si imposta la discussione

    Un'equazione letterale di 2° grado ha la forma a(k)·x² + b(k)·x + c(k) = 0, dove i coefficienti dipendono da un parametro k. Discuterla significa stabilire, al variare di k, di che tipo è l'equazione, quante soluzioni reali ha e come sono fatte.

    La discussione completa segue quattro controlli, nell'ordine:

    1. Controllo del grado — il coefficiente a(k) di x² può annullarsi: l'equazione non è più di 2° grado.
    2. Positività del discriminante — il segno di Δ(k) decide quante soluzioni reali esistono.
    3. Intervallo di accettabilità — l'insieme dei valori di k ammissibili (grado corretto, soluzioni reali, eventuali vincoli del problema).
    4. Ordine e segno delle soluzioni — confronto tra le radici con somma e prodotto.
    1) Controllo del grado

    Prima di applicare la formula risolutiva bisogna assicurarsi che l'equazione sia davvero di secondo grado, cioè che il coefficiente di sia diverso da zero:

    a(k) ≠ 0 condizione perché l'equazione resti di 2° grado: il coefficiente di x² va sempre verificato

    Se per qualche valore a(k) = 0, l'equazione abbassa il grado e si discute come equazione di grado inferiore:

    CondizioneTipoSoluzioni
    a(k) ≠ 02° gradosi passa al discriminante
    a(k) = 0, b(k) ≠ 01° gradouna sola: x = −c/b
    a(k) = 0, b(k) = 0, c(k) ≠ 0impossibileS = ∅
    a(k) = 0, b(k) = 0, c(k) = 0indeterminataS = ℝ
    Dimenticare questo controllo è l'errore più frequente: si applica la formula risolutiva a un'equazione che, per quel valore di k, è di primo grado.
    2) Positività del discriminante

    Per a(k) ≠ 0 si calcola il discriminante Δ(k) = b(k)² − 4·a(k)·c(k), che in generale è un'espressione (spesso un trinomio) nel parametro k. Il suo segno stabilisce il numero di soluzioni reali:

    Δ(k)Soluzioni reali
    Δ > 0due distinte
    Δ = 0due coincidenti (una doppia)
    Δ < 0nessuna (soluzioni complesse)

    Si studia quindi il segno di Δ(k): se Δ(k) è un trinomio di 2° grado in k, se ne cercano gli zeri e si applica la regola dei segni della parabola. Gli zeri di Δ(k) sono i valori di k che danno la soluzione doppia (tangenza).

    3) Intervallo di accettabilità

    L'intervallo di accettabilità del parametro è l'insieme dei valori di k che rendono l'equazione conforme a tutte le condizioni richieste. Per avere due soluzioni reali come equazione di 2° grado si intersecano:

    a(k) ≠ 0   ∧   Δ(k) ≥ 0 grado corretto e soluzioni reali: l'intersezione dà i k ammissibili

    Nei problemi si aggiungono vincoli sulle soluzioni (per esempio una lunghezza deve essere positiva, oppure le radici devono cadere in un certo intervallo): ogni vincolo restringe l'insieme dei k accettabili. La soluzione finale è l'intersezione di tutte le condizioni, di solito rappresentata su uno schema grafico con gli intervalli sovrapposti.

    L'intervallo di accettabilità si scrive con la notazione degli insiemi: ad esempio k ≤ −1 ∨ k ≥ 2 diventa S = (−∞; −1] ∪ [2; +∞).
    4) Ordine e segno delle soluzioni

    Quando le soluzioni sono reali si studia come sono disposte. Le relazioni tra radici e coefficienti (somma e prodotto) permettono di farlo senza risolvere:

    S = x₁ + x₂ = −ba      P = x₁ · x₂ = ca

    Dal segno di S e P (regola dei segni di Cartesio) si deduce il segno delle radici:

    PSSegno delle radici (reali)
    P > 0S > 0entrambe positive
    P > 0S < 0entrambe negative
    P < 0qualsiasidiscordi (una positiva, una negativa)

    Per stabilire quale radice è maggiore conviene sempre ordinarle come x₁ ≤ x₂; quando le radici sono note esplicitamente in k, si confronta direttamente, ricordando che il loro ordine può cambiare con il parametro.

    Esempio guidato — discussione completa

    Discuti al variare di k: kx² − (k + 1)x + 1 = 0

    1) Grado. Il coefficiente di x² è k. Se k = 0: resta −x + 1 = 0 → x = 1 (1° grado). Per k ≠ 0 l'equazione è di 2° grado.

    2) Discriminante. Δ = (k + 1)² − 4k = k² − 2k + 1 = (k − 1)². È un quadrato: Δ ≥ 0 per ogni k, e Δ = 0 solo per k = 1 (radice doppia x = 1).

    3) Accettabilità. Soluzioni reali per ogni k ≠ 0.

    4) Soluzioni e ordine. L'equazione si fattorizza: (x − 1)(kx − 1) = 0, quindi x₁ = 1 e x₂ = 1/k.

    Valore di kTipoSoluzioniOrdine
    k = 01° gradox = 1
    k = 12° grado, Δ = 0x = 1 (doppia)x₁ = x₂
    k > 12° grado, Δ > 01 e 1/k1/k < 1
    0 < k < 12° grado, Δ > 01 e 1/k1/k > 1
    k < 02° grado, Δ > 01 e 1/k1/k < 0 < 1

    Simulazione · Discussione al variare di k

    Discussione di un'equazione parametrica

    Scegli un'equazione e un valore di k: l'app esegue i quattro controlli. Il coefficiente di x² lampeggia finché k non lo annulla, abbassando il grado.

    Scegli l'equazione da discutere:

    Inserisci il valore del parametro k:

    Prova k = 0 (A) o k = 1 (C) per abbassare il grado; k = 1 (A) per Δ = 0; valori in −1 < k < 2 (B) per Δ < 0.

    Prova tu

    Palestra di autovalutazione

    Disequazioni di primo e secondo grado

    Lo studio del segno con retta e parabola: zone colorate, regola del verso e intervalli delle soluzioni.

    Teoria

    Disequazioni e intervalli

    Una disequazione è una disuguaglianza tra due espressioni contenenti un’incognita, costruita con uno dei simboli <, >, ≤, ≥ (il simbolo usato si chiama verso). A differenza delle equazioni, le soluzioni sono in genere infinite e formano uno o più intervalli.

    Lo stesso insieme di soluzioni si può scrivere in tre modi:

    DisuguaglianzaIntervalloSulla retta dei numeri
    x > 3(3; +∞)cerchietto vuoto su 3, semiretta verso destra
    x ≤ −1(−∞; −1]cerchietto pieno su −1, semiretta verso sinistra
    −2 < x ≤ 5(−2; 5]segmento da −2 (escluso) a 5 (incluso)
    • parentesi tonda ( ) e cerchietto vuoto: estremo escluso (verso stretto < o >);
    • parentesi quadra [ ] e cerchietto pieno: estremo incluso (verso largo ≤ o ≥);
    • il simbolo unisce intervalli separati; è l’insieme vuoto.
    Principi di equivalenza e regola del verso

    Per le disequazioni valgono principi analoghi a quelli delle equazioni, con una differenza cruciale nel secondo:

    Primo principio

    Aggiungendo o sottraendo ai due membri una stessa quantità, il verso non cambia: vale ancora la regola del trasporto.

    Secondo principio

    • moltiplicando o dividendo per un numero positivo, il verso resta invariato;
    • moltiplicando o dividendo per un numero negativo, il verso si inverte (< diventa >, ≤ diventa ≥, e viceversa).
    −2x < 6  →  x > −3 divido per −2 (negativo): il verso si inverte
    Errore tipico: da −2x < 6 concludere x < −3. Controllo rapido: x = 0 rende vera la disequazione di partenza (0 < 6), quindi 0 deve appartenere alle soluzioni: succede con x > −3, non con x < −3.
    Disequazioni di primo grado

    Si riducono alla forma ax + b > 0 (o con altro verso) e si risolvono in due passi:

    1. porto il termine noto a destra: ax > −b (1° principio);
    2. divido per a: se a > 0 il verso resta, se a < 0 il verso si inverte (2° principio).
    Esempio:  −3x + 6 > 0  →  −3x > −6  →  x < 2

    Graficamente: la retta y = ax + b sta sopra l’asse x dove l’espressione è positiva e sotto dove è negativa; il punto in cui lo attraversa, x₀ = −b/a, separa le due zone.

    Disequazioni di secondo grado: il segno della parabola

    Per risolvere ax² + bx + c > 0 (o con altro verso) si studia il segno del trinomio leggendo la parabola:

    1. porto la disequazione in forma normale; se a < 0 conviene moltiplicare per −1 invertendo il verso;
    2. calcolo Δ e le eventuali radici x₁ ≤ x₂ dell’equazione associata;
    3. disegno uno schizzo della parabola (bastano concavità e radici);
    4. leggo gli intervalli dove la parabola sta sopra (+) o sotto (−) l’asse x, secondo il verso richiesto.

    Con a > 0 e Δ > 0 vale la regola «esterni / interni»: il trinomio è positivo per valori esterni alle radici, negativo per valori interni.

    Caso (a > 0)> 0≥ 0< 0≤ 0
    Δ > 0 x < x₁ ∨ x > x₂x ≤ x₁ ∨ x ≥ x₂ x₁ < x < x₂x₁ ≤ x ≤ x₂
    Δ = 0 x ≠ x₀∀x ∈ ℝ x = x₀
    Δ < 0 ∀x ∈ ℝ∀x ∈ ℝ
    Non imparare la tabella a memoria: disegna la parabola. Lo schizzo con concavità e radici risponde da solo a tutti i casi.

    Simulazione · Retta e zone colorate

    Disequazioni di primo grado: ax + b ⋛ 0

    La retta è colorata di verde dove l’espressione è positiva e di rosso dove è negativa. La fascia azzurra e il tratto blu sull’asse x mostrano l’insieme soluzione.

    espressione > 0 espressione < 0 insieme soluzione

    Segno di ax + b

    Simulazione · Parabola e zone colorate

    Disequazioni di secondo grado: ax² + bx + c ⋛ 0

    La parabola è verde dove il trinomio è positivo, rossa dove è negativo. Cambia il verso e osserva quali intervalli dell’asse x vengono selezionati.

    trinomio > 0 trinomio < 0 insieme soluzione

    Δ
    Radici
    Concavità

    Segno di ax² + bx + c

    Prova tu

    Palestra di autovalutazione

    Sistemi di equazioni

    Rette e parabole che si intersecano: soluzione grafica e metodi algebrici — sostituzione, riduzione e Cramer.

    Teoria

    Che cos’è un sistema

    Un sistema è un insieme di due o più equazioni nelle stesse incognite, che devono essere verificate contemporaneamente. Una soluzione di un sistema in due incognite è una coppia ordinata (x; y) che rende vere tutte le equazioni.

    { a₁x + b₁y = c₁ ;   a₂x + b₂y = c₂ } forma normale di un sistema lineare di due equazioni in due incognite

    Il grado di un sistema è il prodotto dei gradi delle sue equazioni: due equazioni lineari danno un sistema di 1° grado; una retta e una parabola danno un sistema di 2° grado.

    Interpretazione grafica e classificazione

    Ogni equazione lineare in x e y rappresenta una retta nel piano cartesiano. Risolvere il sistema significa cercare i punti comuni alle due rette:

    Le due rette sono…SistemaSoluzioni
    incidenti (si intersecano in un punto)determinatouna sola coppia (x; y)
    parallele distinteimpossibilenessuna
    coincidentiindeterminatoinfinite

    Con i coefficienti (tutti non nulli) il confronto dei rapporti dice subito il caso:

    a₁a₂b₁b₂ determinato;   a₁a₂ = b₁b₂c₁c₂ impossibile;   a₁a₂ = b₁b₂ = c₁c₂ indeterminato
    Metodo grafico

    Il metodo grafico traduce il sistema in un disegno: si tracciano le due rette nello stesso piano cartesiano e si leggono le coordinate del punto in cui si incontrano. È il metodo che rende visibile il significato di «soluzione».

    1. Esplicito la y in ciascuna equazione, portandola nella forma y = mx + q (se il coefficiente di y è nullo si ottiene una retta verticale x = costante).
    2. Costruisco una tabella di valori: per ogni retta bastano due punti (due rette passano per due punti). Conviene scegliere ascisse comode, ad esempio x = 0 e un valore che dia un'ordinata intera.
    3. Traccio le due rette unendo i rispettivi punti ed estendendole.
    4. Leggo l'intersezione: le coordinate (x; y) del punto comune sono la soluzione del sistema.
    5. Verifico sostituendo i valori trovati nelle due equazioni di partenza.

    La posizione reciproca delle rette dà subito il tipo di sistema:

    Posizione delle retteSistemaLettura grafica
    incidentideterminatoun punto di intersezione
    parallele distinteimpossibilenon si incontrano mai
    coincidentiindeterminatosi sovrappongono: infiniti punti
    { y = 2x ;  x + y = 9 }  →  y = 2x  e  y = −x + 9  →  si incontrano in (3; 6)
    Il metodo grafico è intuitivo ma poco preciso: se la soluzione non ha coordinate intere, dal disegno si ottiene solo una stima. Per il valore esatto si usa un metodo algebrico (sostituzione, riduzione o Cramer).
    Metodo di sostituzione
    1. Isolo un’incognita in una delle due equazioni (conviene quella con coefficiente 1 o −1).
    2. Sostituisco l’espressione trovata nell’altra equazione: ottengo un’equazione in una sola incognita.
    3. La risolvo.
    4. Sostituisco il valore trovato nell’espressione del punto 1 e ricavo l’altra incognita.
    { y = 2x ;  x + y = 9 }  →  x + 2x = 9  →  3x = 9  →  x = 3, y = 6
    È il metodo più generale: funziona anche per i sistemi di secondo grado (retta e parabola).
    Metodo di riduzione (o eliminazione)

    Si sommano o sottraggono membro a membro le due equazioni, dopo averle eventualmente moltiplicate per numeri opportuni, in modo che un’incognita abbia coefficienti opposti (o uguali) e si elimini.

    { x + y = 5 ;  x − y = 1 }
    sommo:  2x = 6 → x = 3;   sottraggo:  2y = 4 → y = 2

    Per rendere opposti i coefficienti di y si moltiplica la prima equazione per b₂ e la seconda per b₁ (o per i fattori del loro minimo comune multiplo), poi si sottrae.

    Metodo di Cramer

    Si basa sui determinanti delle matrici 2×2. Il determinante è:

    abcd = a·d − b·c

    Per il sistema in forma normale si calcolano tre determinanti: D con i coefficienti delle incognite; Dx sostituendo la colonna delle x con i termini noti; Dy sostituendo la colonna delle y.

    x = DxD     y = DyD    (se D ≠ 0)
    DeterminantiSistema
    D ≠ 0determinato
    D = 0 e almeno uno tra Dx, Dy ≠ 0impossibile
    D = Dx = Dy = 0indeterminato
    Sistemi di 2° grado: retta e parabola

    Un sistema tra una parabola y = ax² + bx + c e una retta y = mx + q si risolve per sostituzione: eguagliando le due espressioni di y si ottiene l’equazione risolvente di secondo grado:

    ax² + (b − m)x + (c − q) = 0

    Il suo discriminante decide la posizione reciproca:

    Δ risolventeRetta e parabolaSoluzioni del sistema
    Δ > 0secanti2 punti di intersezione
    Δ = 0tangenti1 punto (contato due volte)
    Δ < 0esternenessuna

    Simulazione · Sistema lineare 2×2

    Due rette nel piano: quattro metodi a confronto

    Inserisci i coefficienti delle due equazioni e confronta i metodi risolutivi. Il punto verde sul grafico è la soluzione del sistema.

    1ª equazione 2ª equazione soluzione (intersezione)

    1ª equazione: a₁x + b₁y = c₁

    2ª equazione: a₂x + b₂y = c₂

    Simulazione · Retta e parabola

    Sistema di secondo grado

    Parabola y = ax² + bx + c e retta y = mx + q: l’equazione risolvente determina se sono secanti, tangenti o esterne. Usa coefficienti interi.

    parabola retta intersezioni

    Parabola: y = ax² + bx + c

    Retta: y = mx + q

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